Biblioteca Civica Tartarotti
- Recapiti
- Corso Bettini, 43 - Rovereto TN
- tel. 0464 452193
- fax 0464 452344
- indirizzo web www.bibliotecacivica.rovereto.tn.it
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Testo dell'audioguida
Se ora vi spostate in direzione del corridoio d’entrata, sulla destra potete notare l’ingresso della Biblioteca Civica di Rovereto.
Le origini della Biblioteca risalgono alla metà del XVIII secolo, quando nel 1764 fu costituito il primo fondo di una "libreria di uso pubblico" secondo un progetto culturale voluto congiuntamente dall'Amministrazione cittadina e dall'Accademia degli Agiati. In seguito si fusero con tale “libreria pubblica” sia la Biblioteca dell'Accademia che quella del clero roveretano.
Dedicata all’intellettuale e filantropo Girolamo Tartarotti, la Biblioteca trova origine nel nucleo di volumi che proprio nel 1764 il Comune acquisì dalla Confraternita dei Santissimi Rocco e Sebastiano, cui il Tartarotti li aveva lasciati affinché venisse costituita una libreria a uso pubblico. Ancora nel XVIII secolo si arricchì delle lungimiranti donazioni di alcuni eruditi e delle famiglie più in vista della città. Negli anni successivi seguirono il trasloco dalla sede originaria situata in vicolo san Giuseppe a palazzo dell’Istruzione in corso Bettini. In tale periodo va collocata inoltre l’apertura al pubblico grazie all’opera di professori bibliotecari che consentirono l’accesso a un patrimonio di 13000 volumi, 11 mila opuscoli, 1900 manoscritti e 57 incunaboli, ovvero quei documenti stampati immediatamente dopo l’invenzione della stampa con la tecnologia dei caratteri mobili e realizzati tra la metà del XV secolo e i primi anni del 1500. Nel 1921, smembrato e in parte distrutto dopo la Grande Guerra, il patrimonio librario fu costretto a essere trasferito prima a Trento e poi nuovamente a Rovereto, questa volta presso Palazzo Annona. Successivamente l’ideatore della Campana dei Caduti, don Antonio Rossaro, ne diventò direttore.
Se il patrimonio, fino agli anni Sessanta del secolo scorso, fu aggiornato solo per donazioni e lasciti, si cominciò poi ad avvertire la necessità di riorganizzare la Biblioteca su criteri nuovi, adeguati alla mutata realtà sociale; in particolare cercando di organizzare una biblioteca pubblica, a scaffale aperto, all'interno di una biblioteca di conservazione. Nel 1970 fu aperta così la prima sala di pubblica lettura al piano terra di Palazzo dell'Annona e due anni dopo fu inaugurata la seconda sala, posta al primo piano.
A trent’anni di distanza, il 29 novembre 2002 venne dunque realizzato l'ampliamento della sede nell'ambito del progetto elaborato per il Polo culturale e museale del Mart, passaggio che impose anche un rinnovamento del servizio bibliotecario, con apertura alle minoranze linguistiche e alla multimedialità. L'intento era quello di rispondere con strategie mirate alle nuove esigenze emergenti.
Attualmente, con un patrimonio di 500.000 documenti (fra cui 72 edizioni di incunaboli, 800 pergamene e 8400 periodici), la Biblioteca Civica svolge il ruolo di fondamentale centro di documentazione, ricerca e recupero delle testimonianze. Da queste cifre si può facilmente dedurre che molti sono i primati che contraddistinguono la Biblioteca Civica: come quello raggiunto il 1° dicembre 2002 quando è entrata nel Guinnes mondiale dei primati grazie all’interrotta maratona di lettura durata 53 ore. Ma non è tutto qui. Un’indagine del 1996 le ha assegnato il primo posto in Italia per quanto concerne il rapporto tra abitanti e il numero di volumi. A Rovereto un cittadino su nove è inoltre utente delle Biblioteca.
Incamminiamoci ora verso corso Bettini. Prima di lasciare il Mart, però, c’è ancora qualcosa di cui voglio parlarvi. Si tratta dello storico Palazzo Annona posizionato sulla destra rispetto all’uscita. Avviciniamoci.
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