Piazza Rosmini
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Testo dell'audioguida
Benvenuti in Piazza Rosmini. Come potete notare la centralissima piazza si caratterizza per due importanti strutture architettoniche: la fontana e il palazzo rinascimentale alle sue spalle.
La piazza, inaugurata nel 1852, accoglie dal 1895 la grande fontana circolare realizzata dalla allora "Società di Abbellimento" e simbolo, con i sui giochi d'acqua, della dovizia idrica di Rovereto che proprio all’acqua deve gran parte del suo benessere economico.
Alle spalle della fontana arricchisce la piazza, con la sua presenza, il palazzo rinascimentale del Ben - Conti d'Arco. L'ampia loggia, che caratterizza l’edificio, è stata decorata nei primi del novecento da Augusto Sezanne che nello stesso periodo decorò, come vedremo, anche Porta S. Marco e il Palazzo del Municipio. Il palazzo, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, è anche domicilio dell'Accademia degli Agiati: istituzione culturale fondata nel 1750 da cinque giovani intellettuali. L'Accademia era rivolta a coloro che “per inclinazione naturale, libera da forzature e pressioni”, si volevano dedicare all'attività culturale. Indirizzata fin dagli inizi a interessi di tipo scientifico e letterario, nel corso dell’ottocento la sua attenzione si è rivolta anche alla promozione del patrimonio artistico e culturale del territorio. Riconosciuta “Imperial Regia Accademia” da Maria Teresa d’Austria nel 1753, l’istituzione è rappresentata nel suo stemma da una lumaca che sale lentamente (con agio per l’appunto) una piramide, simbolo della sapienza. Nei suoi 250 anni di vita ha aggregato più di 2300 soci fra cui Carlo Goldoni, Alessandro Manzoni, Antonio Fogazzaro, il già citato Riccardo Zandonai e Fortunato Depero. Nel tempo l’Accademia ha raccolto una cospicua collezione d’arte e un archivio bibliografico che vanta più di cinquanta mila volumi consultabili presso la Biblioteca Civica in corso Bettini. Attualmente conta 300 soci, residenti in Italia e all’estero.
Fra i fondatori dell'Accademia vi era, unica donna, Bianca Laura Saibante, scrittrice e madre del letterato Clementino Vannetti, nobile eccezione in un epoca come il ‘700 nella quale era l’uomo a detenere il quasi totale controllo della cultura e delle sue espressioni. Fu allieva del letterato Girolamo Tartarotti ed ebbe un ruolo di primo piano nella vita sociale e culturale di Rovereto che, nel ‘700, andava sempre più delineandosi come “Atene del Trentino”.
Procediamo il nostro audio tour incamminandoci ora verso via Orefici.
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