Porta e Piazza San Marco

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Continuando il nostro percorso ci imbattiamo in una porticato che rievoca nuovamente l’epoca della Serenissima e i suoi fasti trovano nelle strade e nelle piazze del centro storico la loro ambientazione migliore. Nel secolo di dominazione veneziana Rovereto, da borgo medievale, si trasformò in città. Qui la storia e i simboli di Venezia sono numerosi: veneziana è l’architettura poderosa del castello e veneziani sono i nomi delle vie che conducono alla Chiesa di San Marco attraverso la porta San Marco, limite estremo della città in epoca veneta. Come potete vedere la porta è abbellita dall'affresco con il leone e lo scudo in pietra raffigurante il rovere, l'albero da cui la città prende il nome.

Superata porta San Marco si entra nell’omonima piazza. Andiamo a scoprirla.

Piazza San Marco è un raggio di luce nella stretta intimità delle vie del borgo. Vi si impone la mole della chiesa parrocchiale, la cui vivida cromia e il timpano ellittico conferiscono quasi l'effetto di una quinta teatrale. Anche il curioso e multiforme andamento dei vicini prospetti edilizi fanno della piazza, peraltro lievemente pendente, uno scenario a effetto in cui i passanti si trovano a essere attori. Nell'angolo a sinistra della Chiesa si apre la contrada del Malcantòn, impreziosita da austeri edifici rinascimentali. Di particolare interesse il portale del XVIII secolo sovrastato da una bifora con inferriata artistica di casa Gentilini, al civico 8. A destra della Chiesa, invece, si apre il vicolo di San Giuseppe che porta in via delle Fosse e alle antiche mura della città.
La chiesa è stata edificata tra il 1446 e il 1462 durante il governo della Repubblica di Venezia ed è per l’appunto dedicata al patrono della Serenissima. Abbattuta e ricostruita nel 1587 e poi nuovamente nel corso della prima guerra mondiale, porta impressa nella sua fisionomia la devozione della città per la figura della Maria Ausiliatrice, patrona di Rovereto. La struttura a timpano ellittico voluta dall’architetto Mario Kiniger, con la sua elegante semplicità non lascia immaginare la ricchezza interna di decorazioni e arredi. Sul frontale campeggia la statua in pietra con il leone di San Marco creato dall'artista Sosass.
Entriamo ora all’interno della chiesa.
L'interno è costituito da un'ampia navata centrale con tre cappelle sul lato sinistro, arricchite da pregevoli affreschi di Luigi Cavenaghi e stucchi dorati di Pietro Calori. Di notevole richiamo sono i nove altari marmorei del '700 disposti lungo tutto il perimetro della chiesa. Tra essi potete notare quello dedicato per l’appunto alla Maria Ausiliatrice, sulla destra rispetto all’altare principale. Nel 1703 la città, minacciata dalla Guerra di Successione Spagnola, fece voto proprio alla Madonna di santificare il giorno 5 agosto qualora fosse stata risparmiata dalle bruttezze della guerra. Il dipinto di questo altare fu donato alla chiesa nel 1695 dal commerciante di sete Baldessarre Criner.
La pala che potete osservare nell’abside dietro l’altare principale raffigura la Serenissima che presenta a San Marco la nuova figlia - Rovereto - reduce dall'esilio. Nell'anno 1752 fu costruita la cantoria, visibile sopra l’entrata, dove furono posizionati due organi che anticamente erano nel presbiterio. Su uno di questi tenne il suo primo concerto italiano il giovane Wolfgang Amadeus Mozart, il 26 dicembre 1769 all’età di 13 anni. Ma sulla storia del soggiorno roveretano del giovane genio musicale vi ritorneremo in un secondo momento…

Torniamo ora nel centro della piazza. Ci soffermeremo su un piccolo vicoletto la cui storia si intreccia con la grande real politik austriaca.

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