Vicolo San Giuseppe

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Questo piccola viuzza riveste un grande significato nella storia di Rovereto. Proprio qui, infatti, nell’edificio caratterizzato dalle finestre a bifora e dal più completo e antico portoncino rinascimentale della città, trovarono sede alcune delle istituzioni che contribuirono a portare alla città l’appellativo di “Atene del Trentino”. Infatti, come ricorda la lapide che potete notare in alto a destra, tra il 1672 e il 1852
qui ci fu il Ginnasio, la Biblioteca Civica e l’Accademia Roveretana degli Agiati.

Addentriamoci all’interno del vicolo verso lo slargo retrostante posto sulla destra.

Ecco che incontriamo un altro pezzo di storia. L’edificio sito al numero 15, oggi una vera e propria abitazione, era un tempo una chiesa dedicata a San Giuseppe. Edificata nel 1650, nel 1834 grazie agli interventi promossi da Antonio Rosmini fu trasformata in oratorio e come tale iniziò un’intensa attività socio culturale rivolta ai ragazzi ma anche agli adulti. Dopo alcuni mesi però l’autorità austriaca, guidata a livello centrale dal reazionario Metternich, ne decretò la chiusura ritenendone pericolosi i fini associativi. Ricordiamo che Metternich fu una delle più influenti figure politiche della prima metà del XIX secolo.
Dopo la sconfitta austriaca da parte di Napoleone nel 1809, fu nominato ministro degli Esteri deciso inizialmente a perseguire una politica favorevole alla Francia fino ad arrivare a pianificare il matrimonio fra Napoleone e l'arciduchessa Maria Luisa, figlia di Francesco I imperatore d’Austria.
Metternich fu anche uno dei principali negoziatori durante il Congresso di Vienna nonché il vero e proprio ideatore della Santa Alleanza. Nel contempo trattò con la Prussia, la Baviera, il Württemberg e Hannover, la creazione della Confederazione Tedesca. La visione conservatrice di Metternich riguardo alla natura dello stato influenzò le conclusioni del Congresso di Vienna. Attraverso il decreto di Carlsbad del 1819, Metternich introdusse infatti misure che limitavano fortemente il processo liberale, con una politica, ad esempio, di controllo delle attività di professori e studenti, che lui considerava tra i responsabili della diffusione di idee liberali radicali. Ed è proprio in questa prospettiva che per l’appunto rientra la decisione di chiudere l’oratorio di vicolo San Giuseppe.
Molto controversa fu la sua figura anche nell’effervescente panorama che precedette l’Unità di Italia.

Dopo questo breve excursus storico, procediamo la nostra passeggiata per via della Terra.
Continuiamo per qualche decina di metri oltre la piazza.

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