Via Mercerie

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La strada che è di fronte a voi è via Mercerie. Conosciuta anche con il nome di via Nuova, un tempo era una tradizionale strada commerciale. Sul lato destro a una ventina di metri l’uno dall’altro, si aprono due stretti vicoli: calle Basadonna e calle dell'Aquila. Percorrendo il primo per un breve tratto si arriva a un bastione circolare, residuo della cinta muraria veneta. Fra i due vicoli si erge la casa Gaifas, già albergo all'Aquila, che ospitò nel 1788 il Conte di Cagliostro e certamente alcuni illustri viandanti fra cui lo stesso Montaigne, in viaggio in Italia nel 1580. Il filosofo francese nel suo resoconto scrupoloso apprezzò l'ospitalità dei roveretani e lodò la pulizia negli alberghi locali.
Per quanto riguarda invece il celeberrimo Alessandro Conte di Cagliostro permettetemi di illustrarvi brevemente la foggia di tal personaggio: nato a Palermo nel 1743 fu avventuriero, falsario, mago, filosofo, medico, e guaritore. Pochi seppero però che il suo vero nome era Giuseppe Balsamo. Sfruttando l'interesse quasi morboso per l'alchimia e le scienze occulte che si era diffuso nell'Europa settecentesca, seppe in breve tempo acquisire grandissima rinomanza. Dopo essersi rifugiato a Roma e aver sposato Lorenza Feliciani percorse infatti l'Egitto, la Persia e quasi tutti i paesi d'Europa dove, vantando segreti quali l'elisir di lunga giovinezza e la pietra filosofale e dichiarando di possedere capacità mirabolanti, riuscì a diventare amico dei più importanti re e principi. Implicato nello “scandalo della collana” che coinvolse la regina Maria Antonietta fu espulso dalla Francia nel 1786, stabilendosi così a Roma dove però, nel 1789, fu condannato a morte dall'Inquisizione per stregoneria. Fu tuttavia salvato dal capestro per intervento dello stesso Papa Pio VI, che si vociferava fosse stato da lui guarito.  La pena gli venne pertanto commutata in semplice prigionia e fu così condannato al carcere perpetuo nella Rocca di San Leo, in Romagna, dove morì nel 1795 a cinquantadue anni.
Per quanto riguarda la sua visita a Rovereto egli prese alloggio in questo vicolo nel settembre del 1788 accompagnato dalla moglie con cui risedette al piano nobile, mentre il suo domestico si sistemò nel mezzanino destinato alla servitù. Le vicende accadute nei 46 giorni in cui l’intrigante personaggio rimase a Rovereto sono note grazie alla testimonianza di Clementino Vannetti, autore del cosiddetto “Vangelo di Cagliostro”, un vero e proprio caso letterario che, all’epoca, suscitò non poche polemiche e qualche levata di scudi da parte dei benpensanti.
Per uno strano scherzo del destino, tra il 1769 e il 1788 Rovereto ebbe l’onore di ospitare tra le sue mura un’altra personalità di spicco, anche questa connessa al Cagliostro. Poco si sa di Mozart e del fatto che si ispirò al mago siciliano per il personaggio di Sarastro nel suo “Flauto magico”, ma ancora meno note sono le vicende che portarono nella nostra città nel 1786 Goethe, impegnato nel suo viaggio in Italia.
Per sua stessa ammissione, Goethe si recò fino a Palermo per cercare di scoprire le vere origini del “fenomeno” Cagliostro. Goethe volle rendere infatti visita alla madre e alla sorella, spacciandosi per «un inglese che doveva portare ai famigliari notizie di Cagliostro, giunto di recente a Londra». Le testimonianze raccolte permisero così allo scrittore tedesco di pubblicare in seguito un ritratto di Cagliostro nell'opera Der Grosskophta.

Ma la vera attrattiva di via Mercerie è il Palazzo Todeschi Micheli situato al civico 14, sul lato sinistro della via di rimpetto rispetto all’albergo all’Aquila.
Il portale d'ingresso forma col poggiolo del piano nobile un'espressione artistica di rara fattura. Vale la pena osservare i particolari: quel piccolo battente sul portone in noce e il pomolo in bronzo a forma di testa di moro. La lapide, sulla destra del portale, ricorda che “In questa casa patrizia dalle grazie del Settecento arrisa, Volfango Mozart il suo primo concerto italiano nel Natale 1769 teneva e Rovereto nel suo unanime plauso, fausto preludio al suo trionfale viaggio nel Bel Paese, il primo saluto d’Italia lieta ed orgogliosa gli porgeva”. E’ bene ricordare che questa prima performance su suolo italiano fu eseguita alla precoce età di 13 anni.
Ma ripercorriamo alcune tappe del viaggio italiano del giovane Mozart: dal 1769 al 1773 Wolfgang viaggiò con il padre per l'Italia, in varie riprese, soggiornando a Torino, Milano, Verona, Venezia, Bologna, Roma e Napoli.
I soggiorni milanesi diventeranno una importante esperienza formativa: Mozart rimarrà a Milano complessivamente per quasi un anno della sua breve vita. Qui incontrò molti musicisti già affermati fra cui Johann Adolph Hasse, Niccolò Piccinni e Johann Christian Bach, oltre a scrittori e cantanti come Caterina Gabrielli. Hasse rimase molto colpito dalle capacità del ragazzo, tanto che disse: « Questo ragazzo ci farà dimenticare tutti. »
Amadeus lasciò Milano il 15 marzo 1770, per tornarvi più volte.
Un altro importante soggiorno fu quello di Bologna. A Roma, però, Mozart aveva dato una straordinaria prova del suo genio: dopo aver ascoltato nella Cappella Sistina il Miserere di Gregorio Allegri, riuscì nell'impresa di trascriverlo interamente a memoria dopo solo due ascolti. Si tratta di una composizione a nove voci, apprezzata a tal punto da essere proprietà esclusiva della Cappella pontificia. Tanto esclusiva che la pena per chi se ne fosse impossessato al di fuori delle mura vaticane era la scomunica. L'impresa ha i caratteri dello sbalorditivo, se si pensa all'età del giovanissimo compositore e alla incredibile capacità mnemonica nel ricordare un brano che riassume nel proprio finale ben nove parti vocali. Dopo tale impresa Amadeus e il padre si recarono a Napoli, dove soggiornarono per sei settimane e dove la proverbiale scaramanzia partenopea additò all'anello che portava il compositore al dito la genesi delle sue incredibili capacità musicali.

Il profondo legame tra Mozart e Rovereto è testimoniato dalla presenza di due prestigiose realtà dedite alla figura del musicista e allo studio delle sue opere, che hanno sede a Rovereto e che hanno entrambe anche avuto sede proprio in questo edificio in via Mercerie.
L’associazione Mozart Italia di Rovereto, della quale fanno parte altri quindici circoli in Italia e uno a Tokio, organizza numerose iniziative nella città della Quercia per celebrare l’importanza della prima tappa “professionale” dell’artista. Tra esse il convegno Internazionale di studi Mozartiani, concerti in palazzi storici ed eventi ad hoc per riscoprire la Tafelmusik, ovvero la musica da tavola tanto cara alla cultura d’Oltralpe fra XVII e XVIII secolo.
E il Festival Internazionale W.A.Mozart che nasce nel 1987 e che grazie anche al tessuto culturale vivace e attento di Rovereto nel corso degli anni diviene sempre più punto di riferimento nel panorama concertistico e musicale europeo, luogo d'incontro per alcuni fra i più grandi interpreti musicali.

Prima di procedere con la prossima tappa vi consiglio di dare un’occhiata a Palazzo Bombieri, al civico 38 di questa via. Risalente al 1908 è infatti un pregevole esempio di "Jugendstil" o art nouveau che impreziosisce ulteriormente questa piccola via dagli infiniti intrecci storici.

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