Casa Rosmini
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Testo dell'audioguida
Un ipotetico viaggiatore del passato difficilmente riconoscerebbe quella che un tempo era la Casa di Antonio Rosmini, il noto filosofo roveretano che rappresenta uno dei più grandi pensatori italiani dell'Ottocento.
Per quanto concerne l’abitazione, originariamente era una residenza rustico-signorile posta fuori dalla cinta urbana, in aperta campagna, la cui prima documentazione risale all'inizio del '600. L'attuale concezione architettonica è dovuta all'ingegnere Mascanzani che si attenne a un disegno dell'architetto Ambrogio Rosmini, zio del filosofo. All'interno del palazzo è possibile visitare alcune stanze con arredi originali, tra cui la stanza natale di Antonio Rosmini, l'appartamento dello zio Ambrogio e la ricca biblioteca, composta da circa 15.000 volumi, vero e proprio tesoro euristico. La biblioteca storica, collezionata da Antonio Rosmini e soprattutto dallo zio Ambrogio, intellettuale e viaggiatore assiduo, spazia attraverso ogni campo del sapere, dalla letteratura alla storia, alla geografia, dall'arte alla filosofia. L'archivio si integra perfettamente con i depositi storici della città in quanto alcuni personaggi della famiglia Rosmini nel corso dei secoli ricoprirono varie cariche pubbliche. Integrano il patrimonio di Casa Rosmini una cospicua raccolta di stampe antiche e una notevole quadreria.
Aperta al pubblico, la casa è visitabile su prenotazione telefonica. Casa Rosmini è un proliferare continuo di rimandi storici e trasuda echi di intrecci con i grandi del passato. In essa, infatti, si possono trovare persino lettere e documenti che attestano la forte amicizia che legava Antonio Rosmini ad Alessandro Manzoni. Tale fu l’amicizia fra i due che Manzoni assistette Rosmini sul letto di morte, ascoltandone le sue ultime parole: “Adora, Taci, Godi".
Alcune note biografiche del noto filosofo Antonio Rosmini.
Secondogenito di Pier Modesto e di Giovanna dei Conti Formenti di Biacesa del Garda, vide la luce il 24 marzo 1797. Già alla tenera età di dodici anni si intravedeva lo spessore di quello che sarebbe stato l’uomo, tanto che ebbe a dire: “In quest’anno entrai nella prima scuola latina del ginnasio patrio. Cominciai a stabilire meco stesso la massima di non perdere tempo, ma di impiegarlo tutto in cose utili. In quest’anno o nel precedente stabilii di non voler essere incostante nelle letture”. Rosmini compì gli studi giuridici e teologici (leggere un bel pezzo dopo) presso l'Università di Padova e ricevette a Chioggia, il 21 aprile 1821 l'ordinazione sacerdotale. Iniziò a mostrare una profonda inclinazione per gli studi filosofici, incoraggiato in tal senso da papa Pio VII. Dal 1826 si trasferì a Milano dove strinse il già menzionato rapporto d'amicizia con Alessandro Manzoni che di lui ebbe a dire: «è una delle sei o sette intelligenze che più onorano l'umanità». Gli scritti di Antonio Rosmini destarono l'ammirazione, tra gli altri, anche di Giovanni Stefani, Niccolò Tommaseo e Vincenzo Gioberti dei quali pure divenne amico. Nel 1830 fondò, presso il Sacro Monte di Domodossola, la congregazione religiosa dell'Istituto della Carità, detta dei "rosminiani". Le Costituzioni della nuova famiglia religiosa, contenute in un libro che curò per tutta la vita, furono approvate da papa Gregorio XVI nel 1839. Rosmini portò avanti tesi filosofiche volte a contrastare sia l'illuminismo che il sensismo. Sottolineando l'inalienabilità dei diritti naturali della persona, fra i quali quello della proprietà privata, entrò in polemica con il socialismo e il comunismo. In linea con un’impostazione liberale, postulò la necessità di uno Stato il cui intervento fosse ridotto ai minimi termini. Nelle sue teorie il filosofo seguì le concezioni di Sant'Agostino e di San Tommaso rifacendosi anche a Platone. Di particolare interesse fu la sua opera "Le cinque piaghe della santa Chiesa", scritta nel 1832 e pubblicata nel 1848, in cui l'autore, per il coraggio e la lungimiranza di alcune sue idee sulla riforma della Chiesa, sembrò precorrere il Concilio Vaticano II.
In breve queste le cinque piaghe:
Prima piaga. È la divisione del popolo dal clero nel culto pubblico. Seconda piaga. Insufficiente educazione del clero.Terza piaga. Disunione tra i vescovi. Quarta piaga. La nomina dei vescovi lasciata al potere laicale. Quinta piaga. La servitù dei beni ecclesiastici.
Per la sua spinta riformista l'opera fu messa all'indice sin dal 1849 e ne scaturì una polemica nota col nome di "questione rosminiana".
Tuttavia, quando Pio IX volle istituire dopo il 1849 una Commissione incaricata della preparazione del testo per la definizione del famoso dogma dell'Immacolata Concezione, lo stesso Rosmini fu chiamato a prenderne parte nonostante ben due sue opere, fra cui quella già citata, fossero già all'indice. Continuò a vivere a Stresa, deciso a perseguire il perfezionamento del suo sistema di pensiero, dedicandosi alla stesura di opere come Logica e Psicologia, sino alla morte, avvenuta a 58 anni il 1° luglio 1855.
Giovanni Paolo II ha riabilitato la figura di Rosmini annoverandolo nella Lettera Enciclica Fides et ratio, «tra i pensatori più recenti nei quali si realizza un fecondo incontro tra sapere filosofico e Parola di Dio». L'appoggio al Rosmini, oltre che da Giovanni Paolo II, non mancò anche dagli altri pontefici. Giovanni XXIII verso la fine della sua esistenza fece il ritiro spirituale sulle rosminiane "Massime di Perfezione Cristiana", assumendole come propria regola di condotta. Anche Paolo VI prestò interesse nel Rosmini: fu lui a togliere il divieto di pubblicazione dell'opera Dalle Cinque Piaghe della Santa Chiesa. Alla morte di Paolo VI, inoltre, il collegio cardinalizio scelse il successore di Pietro nella persona di Albino Luciani, che si laureò in sacra teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma con una tesi su «L'origine dell'anima umana secondo Antonio Rosmini». E' bene precisare che Luciani era fortemente critico nei riguardi del pensiero rosminiano, anche se successivamente modificò la propria opinione, rivolgendo nei riguardi di Rosmini parole di ammirazione e stima.
Il 1° giugno 2007, papa Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto sul miracolo della guarigione di Suor Ludovica Noè, attribuito proprio all'intercessione del padre roveretano.
Il 18 Novembre 2007 a Novara, Antonio Rosmini è così stato proclamato beato.
Ritorniamo ora nuovamente su via Mazzini e proseguiamo per via Garibaldi fino a Borgo S. Caterina e sulla vostra destra potete vedere il Museo Civico.
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